LA NOSTRA STORIA
Trenta anni di vita …e si continua
Il nostro Circolo, superato il giro di boa del quarto di secolo,
prosegue il proprio cammino ormai ultra trentennale.
Possiamo ricordarne alcune tappe che aiutano a cogliere il ruolo di
una associazione come la nostra che vide la luce al termine dei
difficili anni settanta e che si è guadagnata, in questo arco di
tempo, la simpatia, l'affetto, la stima di tanti, tantissimi
colleghi.
Nato come "spaccio" quale primo e difficile strumento di
collaborazione fra colleghi (soprattutto "non docenti" come li
chiamavano allora) si propose, sin dall'inizio, l'obiettivo di
diventare un concreto punto di riferimento organizzativo e
promozionale per tutte quelle attività ricreative, sportive e
culturali che potessero avvicinare, tramite comuni passioni,
colleghi di diversa estrazione, ubicazione, livello gerarchico.
Il tutto era animato da entusiasmo volontaristico, da spirito di
solidarietà, dalla convinzione di poter rendere un servizio utile
ai colleghi e suscettibile, ove meritato, del sostegno e della
collaborazione dell'Ateneo.
Redatto e registrato uno statuto, ottenuta una piccolissima sede in
via Zanolini e un piccolo bar in via Zamboni 25, i pionieri,
parecchi dei quali ancora sulla breccia, si rimboccarono le
maniche.
Furono anni, i primi, in cui ci si affidò ad una pluralità di
iniziative, spesso occasionali, ma che costituirono il collante
delle future sezioni organizzate.
Si profusero energie ed entusiasmo per organizzare o partecipare a
manifestazioni sportive e culturali, aggregando appassionati di
calcio, sci, bicicletta, basket, pallavolo …di musica,
fotografia, pittura.
Si posero le prime basi dell'attività turistica.
L'informazione girava sui volantini ( chi non ricorda il vecchio e
glorioso ciclostile?) e, in parte, sull' altrettanto glorioso
"Bollettino" dell'Università.
Ma le radici attecchirono e, alla fine degli anni ottanta, quando
si celebrava il IX Centenario del nostro Ateneo, il Circolo si
presentava come una struttura di servizio di sicuro affidamento per
i colleghi e anche per l'Amministrazione con la quale si realizzò
una prima convenzione.
Dal febbraio 1989, grazie alla collaborazione della Clueb (la
cooperativa libraria universitaria), il Circolo si dotò di un
proprio strumento di informazione: "Il Cubo", che, mensilmente,
cominciò ad arrivare sul tavolo di ogni collega, dal bidello al
rettore.
Da quei primi numeri, di poche pagine, alla versione attuale, la
vita del Circolo è ampiamente documentata.
Sfogliando quelle pagine, e sono ormai migliaia, si aggroviglia un
turbinio di ricordi che sarebbe qui impossibile ripercorrere
analiticamente.
Come non ricordare comunque: in ambito sportivo, fra le tante
iniziative, la organizzazione del primo campionato nazionale di
sci, giunto ormai alla XXI edizione, l'affermarsi della
rappresentativa di tennis, maschile e femminile, pluridecorata in
campo nazionale, la partecipazione ai campionati nazionali di
calcio, ai cicloraduni nazionali, alle manifestazioni provinciali
di pallavolo e le infinite manifestazioni amatoriali interne; in
ambito turistico, la promozione dei viaggi che toccheranno, col
tempo, quasi tutti i continenti o le numerose escursioni del
Trekking che sta al confine fra sport e turismo; in ambito
culturale, l'esteso e crescente impegno nelle sue varie
espressioni.
E' un settore che richiede particolare attenzione in quanto il
nostro luogo di lavoro è, per sua funzione istituzionale, creatore,
depositario e diffusore di cultura; i suoi operatori sono uomini di
cultura.
E' quindi difficile in tale contesto, per un circolo ricreativo,
sfuggire ad un atteggiamento di indifferenza, di superiore
distacco, di chi lo vede come semplice organizzatore di
manifestazioni sportive.
Pur in questo contesto, il nostro impegno si è comunque manifestato
nei settori della musica, delle arti figurative, del teatro,
privilegiando i momenti sociali, favorendo gli esordi giovanili
senza dimenticare i grandi interpreti, con risultati che hanno
superato le più rosee aspettative. La nostra scelta, fin
dall'inizio, è caduta su quelle attività che, con pari dignità
culturale, si legassero al tempo libero: la musica, la fotografia,
la pittura, il teatro …. privilegiando i momenti sociali,
favorendo gli esordi giovanili senza dimenticare i grandi
interpreti.
Non è mancato neppure l'impegno col mondo teatrale sia in campo
musicale sia in quello della prosa tramite i nostri abbonamenti ai
principali teatri cittadini dal Duse all'Arena del Sole al Comunale
(di quest'ultimo è ormai mitico il palco n.16 sistematicamente
riconquistato dalla tenacia di Stefano Barbieri).
Da qualche tempo poi, sul nostro mensile, abbiamo introdotto
un'ampia e qualificata rassegna di eventi culturali
cinematografici, teatrali, editoriali Nell'ambito dei servizi e
della solidarietà lo spirito di collaborazione e il radicato senso
di solidarietà hanno segnato un percorso che ci ha visti a fianco e
a supporto dell'Ateneo quando ciò si è reso necessario o comunque
utile (enorme fu il lavoro di distribuzione dei materiali
celebrativi del IX Centenario negli angusti locali di vicolo
Bolognetti, così come quello di distribuzione dei buoni pasto); che
ci ha visti in prima linea per portare soccorso in occasione di
calamità naturali o tragedie sociali (dal soccorso ai terremotati
al "convoglio della solidarietà" che consegnò al sindaco di
Capodistria una grande quantità di vaccini ed altri medicinali da
noi raccolti per i bambini profughi croati); che ci ha visti
adottare "a distanza" una piccola palestinese, Fadee Mousa poi
deceduta per un male incurabile o riunire, presso la Scuola di
Musica, ragazzi palestinesi, israeliani e italiani per cantare
assieme la "Pace a tre voci".
Solidarietà e spirito di servizio dunque a sostegno di una
impegnata volontà propositiva che ci ha consentito di siglare
accordi con l'Amministrazione universitaria, col CUS Bologna, di essere partecipi e protagonisti
dell'evoluzione organizzativa nazionale dei circoli universitari
riuniti in associazione (ANCIU).
Da questa volontà propositiva sono nati e fatti propri dall'ANCIU
il logo ed il manifesto di "Science for Peace". Più di trenta anni
dunque, tanti fatti, iniziative, illusioni, delusioni, consensi,
critiche e, quindi,vita; tanti "amarcord" e tanto lavoro.
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